Sostenibilità Agricola

Esistono, per esempio in Sardegna, interi comparti geografici economicamente falliti, con tassi di disoccupazione vertiginosi, che hanno avuto in passato una forte vocazione agricola e vivaistica ma che oggi sono fuori mercato per varie ragioni. Esistono altresì numerosissime aree a rischio desertificazione, come da risultati dello studio condotto da Sardegna Agricoltura. Molto spesso queste mappe coincidono.

Queste stesse zone (per esempio il Medio Campidano a sud della Sardegna) hanno una incidenza della radiazione solare pari o quasi al Nord Africa, acqua e terreni di origine vulcanica, quindi fertili come nessun altro, hanno anche una fortissima fame di lavoro e speranza, che delusa da anni, li sta spopolando e ne deprime il valore; queste aree oggi non hanno futuro e sono a rischio spopolamento e desertificazione ai massimi livelli in categoria di rischio C3.

Gli ambiti critici da valutare e migliorare sono l'efficienza nell'utilizzo dell'acqua e la protezione del suolo dall'erosione.

In Etiopia, l'estensivo utilizzo di siepi vegetative per l'infiltrazione delle piogge e la ricarica delle falde e la lotta all'erosione ed alle avversità, ha prodotto ottimi risultati. La lotta biologica integrata alle avversità delle colture di mais e sorgo, si avvale di un forte alleato, le siepi vegetative di vetiver, i risultati sono confortati dagli studi condotti e dalle applicazioni effettuare su vaste aree negli ultimi 30 anni, contrastando la tendenza precedente di perdita di fertilità, principalmente dovuta all'estensiva deforestazione, eccesso di pascolo e sfruttamento del terreno con pratiche colturali sbagliate. I risultati hanno chiaramente dimostrato un aumento delle rese agricole ed un calo dei costi di gestione abbattendo l'utilizzo di fitofarmaci.

L'incentivazione e la conservazione dell'umidità nel suolo e la diminuzione dell'erosione superficiale hanno concretamente contribuito, in India in un periodo di 4 anni, ad un incremento della produzione di 0,36 t/Ha (da 2,52 a 2,88 t/Ha) delle coltivazioni di sorgo ed un contestuale calo della perdita di suolo da 14,4 a 3,9 t/Ha su pendii del 1,7%.

In Nigeria, su pendii del 6% le coltivazioni di fagiolo dall'occhio hanno ottenuto un miglioramento compreso tra l'11 ed il 26%, il granturco del 50%, la perdita di suolo ridotta del 70% rispetto alle parcelle di controllo ed un aumento dell'umidità nel sottosuolo compresa tra 1,9 e 50,1% e si è inoltre notato un miglioramento della struttura fisica e chimica del terreno fino a 20m a monte delle siepi vegetative.

L'utilizzo di siepi vegetative inoltre spinge l'agricoltore a mutare le pratiche di coltivazione, limitando l'utilizzo di arature profonde con il monovomere e arature a ritocchino che disgregano la struttura fisica del terreno ostacolando la formazione di humus nello strato superficiale favorendo perdita di suolo per erosione e di fertilità per ossidazione. Infatti la dislocazione delle siepi vegetative sulle curve di livello ostacola fisicamente il passaggio delle macchine per queste pratiche distruttive.

I dati dimostrano che le siepi vegetative incrementano la produttività del settore agricolo mentre, come sottoprodotto producono biomassa, fornendo quindi redditi aggiuntivi per gli agricoltori, da anni in crisi sistemica ed energia per attrarre investimenti.

Il vetiver consente di unificare diversi ambiti risolvendo problemi ambientali, risollevando settori economici e creando ricchezza per il territorio.

La lotta alla desertificazione, mai affrontata in maniera coordinata ed innovativa, come la lotta all'erosione ed al dissesto risultante, così come l'aumento di produttività del settore agricolo e della lotta all'inquinamento sono tasselli che, in un disegno strategico, possono portare notevoli risultati migliorando ampi ambiti territoriali.