La capacità delle piante di vetiver di estrarre inquinanti è stata estensivamente messa alla prova negli ultimi trenta anni in tutto il mondo, le applicazioni più comuni sono ai reflui domestici, reflui industriali, scarti minerari, percolato da discariche. Le piante hanno la capacità di resistere ed incorporare nella biomassa quantità straordinarie di Azoto, Fosforo, Potassio, Metalli Pesanti, Idrocarburi che sarebbero letali per ogni altra pianta.Ecco un sommario delle tolleranze:
Elevata tolleranza ad alti livelli di acidità, alcalinità, salinità, sodicità, magnesio.
Elevata tolleranza ad alti livelli di o Al, Mn, As, Cd, Cr, Ni, Pb, Hg, Se e Zn.
Capacità di tolleranza a livelli estremi di Azoto (10000Kg/ha/annum) e Fosforo
(1000Kg/ha/annum).
Capacità di risposta a livelli molto alti di Azoto (6000Kg/ha/annum).
Elevata efficienza nell'estrazione di inquinanti disciolti, quali Azoto e fosforo dalle acque.
Elevati livelli di tolleranza ad erbicidi e pesticidi quali Diuron e Atrazina fino a concentrazioni di 2000mg/L.
Contemporaneo comportamento da Xerofita ed Idrofita (adattabilità alle condizioni di siccità estrema ed alla vita in palude) dovuto al particolare apparato radicale verticale e profondo, ricco di sclerenchima. Sviluppa bene in situazioni di allevamento Idroponico.
Allevata in lagune artificiali arriva a smaltire per evapotraspirazione fino a 279KL/ha/giorno circa 7,5 volte più delle comuni canne.
I dati relativi al contenuto di Azoto della biomassa di piante adulte indicano la capacità di estrazione ed eliminazione dei nitrati dagli strati più profondi del terreno.
La maniera più innovativa di produrre biomassa per la filiera energetica o acqua riciclata, risiede proprio nella soluzione all'inquinamento che questa pianta può fornire a costi esigui.



